Come può l’Europa, con il Recovery Fund, migliorare la vita dei romani?

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Per la città di Roma la sindaca Virginia Raggi ha chiesto 25 miliardi di euro provenienti dal Recovery Fund. Dallo sviluppo di una mobilità sostenibile alla rigenerazione urbana. Decine di progetti per far crescere la nostra città. Tutto molto bello, se però si accelera il processo di concedere più poteri alla Capitale, attraverso una legge speciale che, Roma sceglie Roma, sta invocando da cinque anni. 

È bene ricordare che il Recovery Fund (letteralmente Fondo di Recupero) è uno strumento più volte richiesto dall’Italia con l’obiettivo di arginare l’impatto devastante del coronavirus. La Commissione europea, infatti, ha definito gli orientamenti per l’attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, ponendo l’obiettivo di perseguire una nuova strategia di crescita basata sulla sostenibilità competitiva (il New Green Deal), ossia una serie di investimenti e riforme nel settore verde e digitale per creare posti di lavoro e crescita sostenibili. Per mobilitare gli investimenti necessari, la Commissione ha stabilito il Next Generation EU – un nuovo strumento per la ripresa da 750 miliardi di euro che rafforzerà il bilancio dell’UE con nuovi finanziamenti raccolti sui mercati finanziari per il periodo 2021-2024. Con il Recovery fund all’Italia andranno 81,4 miliardi di euro di sussidi e 127,4 di prestiti.

Che cosa si può fare con questi soldi? 

Finanziare gli investimenti, pubblici e privati, per farli diventare il volano del rilancio. Le aree di intervento individuate dal governo sono sei:
– Rivoluzione verde e transizione ecologica, a cui sono destinati 74,3 miliardi
– Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (48,7 miliardi)
– Infrastrutture per una mobilità sostenibile (27,7 miliardi)
– Istruzione e ricerca (19,2 miliardi)
– Parità di genere e coesione sociale (17,1 miliardi)
– Salute (9 miliardi)

Quando arriveranno i soldi? 

Un 10% del totale, quindi siamo attorno ai 19-20 miliardi per l’Italia, dovrebbe arrivare a giugno 2021. Il resto sarà scaglionato in erogazioni semestrali, due volte l’anno per 6 anni.

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